Ecológica
 
 

Capo Seatlle

FranceArgentina


Capo Seattle 1787-1866, by J.A. Wehn 1912


Nel 1854 il "Gran capo bianco" di Washington, il presidente degli Stati Uniti Franklin Pierce, fece un'offerta per acquistare una grande estensione del territorio indigeno e promise una riserva per il popolo pellerossa.

Il Capo Seattle della tribù Suwamish, rispose con questa lettera, che è stata considerata la più bella e profonda dichiarazione d'amore alla natura e all'ambiente. Se la leggete con una certa attenzione, troverete le numerose analogie con qualcosa di profondamente diverso, dalla cultura di un pellerossa: Il cantico delle creature di San Francesco.

Come si può comprare o vendere il cielo o il calore della terra? Per noi è un'idea strana. Se non ci appartengono né la freschezza né lo scintillio dell'acqua come potreste comprarcelo?

Ogni piccola parte di questa terra è sacra per il mio popolo. Il pino maestoso, la spiaggia arenosa, la bruma dei boschi, ogni insetto che nasce, il suo ronzio... è sacro nella memoria del mio popolo.

La linfa che percorre gli alberi porta il ricordo del pellerossa. I morti dell'uomo bianco si dimenticano della loro terra natale quando vanno a passeggiare tra le stelle. I nostri morti, invece, non dimenticano mai questa bella terra, perché essa è madre del pellerossa. Siamo parte della terra ed essa è parte di noi. I fiori profumati sono nostri fratelli, il cervo, il cavallo, l'aquila maestosa sono nostri fratelli. Le cime rocciose, l'odore delle praterie, il calore del corpo del puledro e l'uomo: tutti apparteniamo alla stessa famiglia.

Quando il Gran Capo di Washington ci manda a dire che desidera comprare la nostra terra, è molto quello che ci chiede. Il Gran Capo dice che riserverà per noi un posto, dove poter vivere comodamente. Lui sarà nostro padre e noi saremo suoi figli. Per questo, stiamo considerando la sua offerta di comperare la nostra terra.

Ma non sarà facile perchè la terra per noi è sacra. L'acqua scintillante che corre nei ruscelli e nei fiumi non è solo acqua: è il sangue dei nostri avi. Se noi vi vendiamo la nostra terra, voi dovreste ricordare che essa è sacra, e dovreste insegnarlo ai vostri figli, dovreste insegnare loro, che ogni immagine che si rispecchia nell'acqua dei fiumi o dei laghi parla di avvenimenti e ricordi della vita del nostro popolo.

Se vi vendiamo la terra, voi dovreste insegnare ai vostri figli che i fiumi e i laghi sono nostri fratelli e che meritano l'attenzione che merita un fratello. Sappiamo che il bianco non capisce il nostro modo di essere. Per lui un pezzo di terra è uguale ad un altro. Lui è come un estraneo che arriva nella notte, strappa alla terra quello che gli è necessario e se ne va. Non guarda alla terra come ad una sorella ma come ad un nemico.

E quando l'ha conquistata l'abbandona e parte per altri destini. Lascia indietro le tombe dei suoi padri e non se ne cura. Viola la terra dei suoi figli e non se ne cura. Tratta la sua madre terra e suo fratello, il cielo, come cose che si possono comprare, saccheggiare, vendere, come pecore o lucenti monili. Il suo appetito divorerà la terra e temo, che dietro, resterà solo il deserto. Non so. Le nostre usanze sono diverse dalle vostre. L'immagine delle vostre città ferisce l'occhio del pellerossa, ma probabilmente perché il pellerossa è selvaggio e non capisce. Non esiste tranquillità nelle città dei bianchi. Non c'è un posto dove si possa ascoltare il rumore delle foglie o il sussurro delle ali di un insetto.

Ma forse dico questo perché sono un selvaggio e non capisco.

Il rumore delle città disturba l'udito. Come sarebbe la vita dell'uomo se non potesse ascoltare il grido solitario del coiote o l'animata conversazione notturna dei rospi nello stagno? Io sono pellerossa e non capisco.

L'aria è preziosa per il pellerossa, perchè tutte le cose condividono lo stesso respiro. Le bestie, l'albero, l'uomo... tutti condividono lo stesso alito. L'uomo bianco sembra non accorgersi che respira l'aria. Come un essere agonizzante da molto tempo, è insensibile al cattivo odore.Ma se noi vi vendiamo la terra, voi dovreste ricordarvi che l'aria è sacra. L'aria che ha raccolto il primo respiro del nostro antenato e ne ha raccolto anche l'ultimo.

Voi dovreste mantenerla intatta e sacra perchè si possa assaporare il vento purificato dal profumo dei fiori.

Se decidiamo di vendere la terra, lo faremo ad una condizione, l'uomo bianco dovrà trattare gli animali e queste terre come suoi fratelli e sue sorelle Io sono un selvaggio e non capisco altre forme di pensiero. Ho visto migliaia di bufali imputridire nella prateria, abbandonati dai bianchi dopo averli colpiti con il fucile da un treno in corsa. Io sono un selvaggio e non capisco come il fumeggiante cavallo di ferro, sia più importante del bufalo che noi sacrifichiamo soltanto quando ne abbiamo bisogno per sopravvivere.

Cos'è l'uomo senza animali? Se tutti sparissero l'uomo avrebbe una gran solitudine di spirito. Perchè tutto quello che accade agli animali, in seguito si ripercuote sull'uomo. Tutti noi esseri viventi siamo mutuamente dipendenti uno dall'altro.

Noi sappiamo questo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra.

Noi sappiamo che tutte le cose appartengono ad una unica famiglia. Tutto è unito. L'uomo non ordisce il tessuto della vita è solo uno dei suoi fili. Quello che l'uomo fa a questo tessuto lo fa a se stesso. Noi sappiamo una cosa che l'uomo bianco non sa, ma un giorno scoprirà, il vostro Dio e il nostro Dio sono lo stesso Dio. Voi pensate che Lui sia una vostra proprietà, come per la terra, ma non è così. E non sarà così. Lui è Dio di tutti gli esseri e la sua compassione è la stessa verso il popolo pellerossa e verso l'uomo bianco. Per Lui la terra è preziosa e recar danno alla terra è disprezzare il Creatore.

Questo destino per noi è un mistero. Ma noi siamo selvaggi e non capiamo quando vediamo tutti i bufali sacrificati, i cavalli selvaggi domati, gli angoli dei boschi impregnati dall'odore di molti uomini, le cime delle montagne macchiate di filo spinato.

Dov'è il bosco? E' sparito!

Dov'è l'aquila? Sparita!

E' la fine della vita e l'inizio della sopravvivenza.

http://www.namaste-ostiglia.it/2004

  

Topo | 1| 2| 3| home| next

 
Ecológica
 

home | mapa do site | contato | disclaimer | termo de uso


ECOLÓGICA Tecnologia e Controle Ambiental Ltda.


Av. Carlos Alberto Santos 327, G-03
Lauro de Freitas BA BRASIL 42700-000
Tel: +55 71 3379 8100 - skype: eco.logica
ecologica@ecologica.com.br   www.ecologica.com.br